Ancora scritte ingiuriose e provocatorie vergate di notte sui muri delle sedi del movimento politico La Destra. Dopo Ferrara è accaduto a Parma nei giorni scorsi. I soliti vandali coraggiosi e nottambuli hanno preso di mira la strada della nostra sede, via Padre Onorio, affrescandola di volgarità. Non paghi delle loro "eroiche" gesta i "coraggiosi" anonimi hanno poi sfregiato le vie attigue e dinnanzi la chiesa di S.Pietro D'Alcantara.
Gli irlandesi hanno detto no all’ultima versione della Costituzione europea, il trattato di Lisbona, già versione edulcorata e semplificata del monstrum giuridico comunitario bocciato a suo tempo da francesi e olandesi. Hanno detto no ad un’idea organizzata di Europa che sfugge al controllo ed alla comprensione democratica. Hanno detto no ad un’Europa atea, laicista e mercatista che ha abbandonato il concetto di popolo, ha snobbato le sue tradizioni e le sue radici cristiane e romane, ha banalizzato le sue aspirazioni ideali per far posto ad architetture giuridiche bizantine, a troppo complessi meccanismi di scambio, allo strapotere dei banchieri. Hanno detto no ad un’Europa che impone lacci economici sulla circonferenza delle zucchine e uccide il mercato delle banane del Corno d’Africa, ma poi è incapace di politiche sull’immigrazione e sulla sicurezza. Hanno detto no ad un’Europa che si entusiasma solo se riesce a insinuare il relativismo etico e la cultura della sterilità e della morte nelle legislazioni nazionali, vedi eutanasia, aborto, manipolazione genetica, adozioni gay. Hanno detto no ad un’Europa gnostica. Hanno detto infine no, nonostante gli stessi irlandesi siano tra i maggiori beneficiari delle politiche di defiscalizzazione dell’Unione. Grazie dunque Irlanda per la lezione di coraggio ideale e democrazia che ci hai dato, da Paese libero quale seiin quanto libero di esprimerti in politica estera con lo strumento del referendum. Il nostro Paese invece (che ancora espone la bandiera europea abolita dal trattato che gli irlandesi hanno bocciato perché non ha il coraggio di esporre da sola la sua) è il quasi unico caso in Occidente che non può esprimersi in politica estera con lo strumento del referendum. E lo sapete perché? Basta rileggersi le clausole di resa dell’Italia agli angloamericani all’8 settembre 1943, nel cosiddetto "Armistizio lungo". Siamo ancora, dopo 65 anni, a sovranità limitata.
Il sito de La Destra Emilia Romagna è stato off-line alcuni giorni per problemi tecnici non dipendenti dalla nostra volontà. Ce ne scusiamo con tutti gli internauti e con gli iscritti che sino ad oggi, in sette mesi, con le loro visite ci hanno fatto superare le centomila pagine cliccate. La Redazione
Il segretario nazionale Francesco Storace e il presidente Teodoro Buontempo hanno incontrato la regione ed ascoltato il territorio a Cervia (Ra) domenica 25 maggio.
L'incontro, rivolto ai portavoce provinciali e comunali, agli eletti negli enti locali della regione e ai responsabili di settore, ha visto una nutrita partecipazione propositiva dei dirigenti regionali.
Erano presenti il portavoce regionale Paolo Casolari e il segretario organizzativo nazionale Stefano Morselli.
L'appuntamento, ben organizzato dalla portavoce di RavennaPatrizia Ricci, si è chiuso dopo sei ore di dibattito ed interventi dove è emerso il fattivo e generoso contributo dell'Emilia Romagna alla crescita del partito.
La Destra Modena sabato 17 maggio ha ricordato e commemorato a S. Possidonio le vittime della “corriera fantasma”.
Tutto accadde nel maggio 1945, a guerra oramai finita, quando un gruppo di giovani allievi della scuola militare di Oderzo, che tornava a casa insieme a personale civile maschile e femminile dell'amministrazione della Rsi su tre autocarri della Pontificia opera di assistenza (messi a disposizione dell'Arcivescovado di Brescia), venne fermato dai partigiani nei pressi di Concordia sulla Secchia (Modena). Tutti i viaggiatori, una trentina, furono arrestati e tradotti a villa Medici e dopo indicibili sevizie, nella notte del 19 maggio, vennero portati nella vicina San Possidonio ove furono trucidati. I resti di quelle giovani e di quei ragazzi furono ritrovati solo nel 1968 in una fossa comune.
Ad onorarne la memoria, proprio sul luogo dell'eccidio, nel 2004 venne acquistata una piccola porzione di terreno e, per opera del prof. Giorgio Zavagli, del dott. Romolo Magnani, del geom. Carlo Bellini e dell'avv. Roberto Lodi, venne eretta una semplice croce in ferro con su scritto: "In ricordo delle vittime trucidate dal piombo partigiano a guerra finita". Nel 2006, grazie alla donazione dell'autrice, la scultrice ferrarese Mirella Guidetti Giacomelli, ai piedi della croce è stata posta una scultura bronzea raffiguarante una donna che piange i propri figli. Le autorità locali non hanno mai avuto la forza di riconoscere ufficialmente questa tragedia collettiva ed hanno anzi tentato di ostacolare la costruzione del monumento, avvenuta infatti in terra privata.
La cerimonia commemorativa è iniziata con una benedizione alle ore 11.00 in via Mazza (s.p. Cavezzo Concordia).
La Destra di Parma si è ritrovata martedì 13 maggio per la sua prima riunione post elettorale, cui è seguito un affollato convito.
Il successo è andato oltre le più rosee aspettative, più di 80 persone tra dirigenti, militanti e semplici iscritti al partito si sono radunati con l’entusiasmo di chi voleva celebrare l’affermazione alle recenti elezioni, nella consapevolezza di una consistenza e di un potenziale di tutto rispetto per partecipare alla costruzione dei futuri scenari politici nella provincia.
Il Consiglio Direttivo ha espresso commozione per la dimostrazione d’affetto ricevuta. La maggior parte degli iscritti, presenti il vertice regionale e provinciale, del comune capoluogo, di Salsomaggioe e di Solignano, ha, infatti, risposto all’appello di ritrovarsi per conoscersi, e perché no, per sostenere le attività de La Destra Parma con orgoglio e fattiva volontà di crescita e partecipazione.
Il 28 aprile scorso Roma è stata finalmente "liberata". Sinistra addio.
E ciò è accaduto da destra e anche grazie ai voti de La Destra.
La vittoria del candidato sindaco Gianni Alemanno a Roma (54% a 46%, oltre 100.000 voti in più) è un trionfo della destra politica italiana perchè i romani, che al primo turno si erano probabilmente divisi tra La Destra (55.000 voti al primo turno) e il PdL per la paura che, votando il nostro segretario Francesco Storace, si finisse per favorire Rutelli, ora si sono mossi compatti decretando, finalmente, la fine del colonialismo rosso nella Capitale.
E' la sconfitta campale per Veltroni, per il suo tanto decantato "modello Roma", per la sua miniera di soldi e voti, per le poche residue sicurezze di una sinistra spappolata eppure ancora ostinata nell'affrontare le battaglie con il centrodestra prima con l'arroganza (Rutelli su Alemanno "avrebbe fatto meglio a tenersi un posto da ministro") e poi scoperchiando i soliti, maleodoranti miasmi del "dagli ai fascisti". Tutte tecniche vetuste, che si sono mostrate completamente inefficaci.
Di tutto questo, un vero Italiano di Destra non può che gioire. Roma per tutti noi è qualcosa più di una città: è una categoria dello spirito. Siamo sicuri che Alemanno sarà un buon sindaco.
Nella notte tra il 22 ed il 23 aprile alcuni esaltati inneggianti il comunismo, il 25 aprile, la resistenza (e forse l’alcool e lo spinello) firmandosi "briganti antifascisti", hanno pesantemente imbrattato con deliri dattiloscritti la porta e i muri del palazzo del centro città che ospita la sede de La Destra a Ferrara - ove abitano anche otto famiglie, ora allarmate e spaventate.
Si tratta di un atto vigliacco ed arrogante, nel perfetto stile vandalico/etilico sedicente antifascista.
Avevamo già subito l'oltraggio dei manifesti elettorali violati, strappati o coperti da altre scritte deliranti e non avevamo reagito. Ma questa volta, soprattutto a tutela delle famiglie inermi e spaventate, delle donne e dei bambini abitanti nello stabile e nei palazzi adiacenti, siamo tenuti a denunciare alle autorità compertenti questi pavidi ultrà dalle rimembranze rancorose ai quali difetta la conoscenza dei principi della democrazia al pari della confidenza con l'acqua ed il sapone.
L’Esecutivo regionale de La Destra, riunito il 19 aprile 2008 a Bologna - presenti il segretario organizzativo nazionale Stefano Morselli,il portavoce regionale Paolo Casolari, i rappresentanti delle province Claudio Dau per Rimini, Patrizia Ricci di Ravenna, Francesco Minutillo di Forlì, Anna Montella e Adolfo Zauli di Bologna, Roberto Lodi per Modena, Davide Grandini di Reggio Emilia, Luca Gaglio di Parma e Riccardo Palmerini per Piacenza - ha esaminato i risultati elettorali, rivolgendo un caloroso ringraziamento a Daniela Santanche’, al segretario Francesco Storace ed al presidente Teodoro Buontempo per l’appassionante battaglia politica che ci ha visti protagonisti in tutta Italia.
La Destraringrazia i 70.000 emiliano romagnoli che hanno sostenuto le liste unitarie conla Fiamma Tricolore a fronte di una campagna elettoralecondotta ossessivamente contro il partito in nome dell’asserito“voto utile”.
Aver raccolto il 2,5% dei consensi in regione, in maniera uniforme, interclassista e, non ultimo, sopra la media nazionale del partito, e’ un risultato di grandissimo rilievo in una campagna elettorale iniziata a quattro mesi dalla fondazione dell'11 novembre. Inoltre, a fronte dell’inattesa scomparsa dei quattro partiti della sinistra radicale e del partito socialista, assume ancora più rilievo l’impegno dei nostri militanti che hanno raccolto i voti porta a porta, casa per casa, senza mai risparmiarsi.
L’ esecutivo regionaleraccoglie l’invito del Comitato politico nazionale ad attivare le strutture in vista delle proposizioni di quesiti referendari (a partire dai costi della politica, sui temi connessi alle questioni identitariee sociali e sull’ abolizione della legge Merlin) nonché a strutturarsi sin d’ora, capillarmente sul territorio, in vista delle scadenze elettorali del prossimo anno.
Abbiamo passato tutte le sfide, attraversato mille insidie, aggirato decine di trappole mortali che in sei mesi i nostri nemici, anche infiltrati al nostro interno, avevano disseminato lungo la pista.
Ma la nostra entusiasmante e defatigante cavalcata - come quella del mustang Hidalgo in Oceano di fuoco - è arrivata al traguardo. La Destra in Emilia-Romagna esiste ed ha conseguito un risultato di tutto rispetto sfiorando il 2,5%, un risultato che fa onore a tutti coloro, militanti, dirigenti, cittadini, che hanno speso energie e denari nella battaglia per la sopravvivenza dei nostri ideali identitari e sociali.
Sabato 5 aprile Ferrara ha festeggiato l'inaugurazione della sede provinciale de La Destra. Situata in uno storico palazzo di Via Palestro, in pieno centro storico, al civico 49, il locale vanta un'attrezzata sala riunioni è al piano terra. Diventerà la base logistica di ogni iniziativa sul territorio ferrarese. Presenti all'inaugurazine in portavoce regionale Paolo Casolari, il responsabile provinciale Alberto Ferretti, il coordinatore regionale di Gioventù Italiana Mattia Meschieri, il segretario cittadino Luca Teodori e tutti i candidati alle prossime elezioni, oltre ai militranti ed ai simpatizzanti.
E' ora che i bolognesi si riprendano la loro città. E' ora che Bologna si ribelli alla barbarie dei cosiddetti "centri sociali". Ogni qual volta in città tenti di esprimersi qualcuno ritenuto ostile da questi zombie in ritardo di 40 anni sulla tabella di marcia (da tanto il '68 è passato...), la città deve subire lo sfregio dell'"okkup-azione" (va scritto con le "k" e il trattino) da parte di queste orde di sbandati che si ammassano bercianti.
Il racconto della giornata di venerdì 4 aprile, purtroppo, non può prescindere da questa bruttura. Perchè se altrove La Destra è stata addirittura indotta dal suo grande senso di responsabilità ad annullare qualche comizio, per evitare a città e quartieri l'umiliazione dell'"okkup-azione", a Bologna, accanto a vie del centro punteggiate da vagabondi, c'è stata una piazza Maggiore transennata e barricata su tutti i lati, ma comunque affollata di militanti e simpatizzanti.
“E’ stato un grande successo portare 500 persone in piazza Maggiore a Bologna - che si aggiungono ai tantissimi curiosi che sbirciavano dietro lo schieramento di polizia, sotto il Pavaglione - ad assistere ad un comizio che qualcuno voleva impedire preannunciando sfracelli, ma che, grazie al grande senso di responsabilità della gente di destra ed alla forze dell’ordine, si è svolto nella massima compostezza”.
Lo sostiene, all’indomani dell’evento bolognese, il coordinatore regionale de La Destra Paolo Casolari, intervenuto dal palco insieme al senatore Stefano Morselli, alla portavoce provinciale di Bologna Anna Montella, al portavoce comunale Adolfo Zauli ed al dirigente nazionale di Fiamma Tricolore Fabrizio Ragni.
“Il pubblico - ha aggiunto Casolari - poteva essere ben più numeroso se non vi fosse stata la campagna di terrore dei centri sociali che ha allontanato tanta gente per bene che avrebbe voluto assistere, ma che è stata impedita dal clima di disordine imposto dagli agitatori di professione e dall’imponente e quasi impenetrabile cordone di sicurezza disposto dalle forze dell’ordine a tutela dell’incolumità della cittadinanza in piazza”.
“I militanti de La Destra e della Fiamma Tricolore sono stati correttissimi - ha aggiunto Casolari - e nessuno ha reagito alle rancide e pesantissime provocazioni dei centri sociali, che da lontano hanno urlato i loro deliri per tutta la durata del comizio ed hanno vergognosamente fischiato e infangato l’inno nazionale”, durante il quale decine di palloncini verdi, bianchi e rossi venivano liberati nel cielo dai ragazzi di Gioventù Italiana.
Gli oratori del pomeriggio felsineo hanno scaldato i cuori dei tanti militanti presenti, giunti anche da regioni confinanti, ricordando come il vero voto utile sia quello dato a noi, all'unica autentica rappresentanza di Destra su cui il Parlamento Italiano potrà contare, una Destra Sociale, Nazionale, Identitaria, Popolare.
Il voto a La Destra è veramente l'unico voto utile contro la Casta. Perchè l'unico privilegio su cui i nostri militanti possono e vogliono contare è quello di compiere per primi la fatica e il dovere. Per ridare l'Italia a chi la ama.
Nota a margine
Non possiamo non esprimere la solidarietà a due nostri militanti, il consigliere di Castel del Rio Virgilio Marconcini ed il castelfranchese Romolo Roda i quali, in due diversi momenti dopo la fine del comizio bolognese, mentre rientravano verso casa, hanno subito atti violenza gratuita e vigliacca da parte di invasati e inqualificabili estremisti di sinistra. Nel caso dell'aggressione a Marconcini i cialtroni sono stati identificati dalla Polizia, prontamente intervenuta. Lo stesso non è accaduto con Roda che ha riportato lievi lesioni.
“Parlano di sicurezza, garantiscono ai cittadini che si porrà un freno all’immigrazione selvaggia e, poi, strizzano l’occhio agli immigrati, dicendo che il loro voto alle amministrative è possibile. Berlusconi lancia il sasso e Fini lo raccoglie: “E’ vero, il voto agli immigrati non è in programma, ma se in Parlamento si trova un accordo…”. Il prossimo passo, non abbiamo dubbi, sarà quello di proporre il Corano nelle scuole…”. Così ha infiammato il comizio Francesco Storace a Carpaneto piacentino aggiungendo che “Il cosiddetto Pdl chiede il voto su un programma, che è pronto a tradire appena inizierà la prossima legislatura. Sembra un libro già scritto: Berlusconi e Veltroni “litigano” prima delle elezioni, ma preparano il grande inciucio dopo il voto, a partire proprio dalla politica immigraiola…”
E’ stata dunque un successo di pubblico di riscontri sui media oltre le previsioni la visita del nostro segretario nazionale in Emilia-Romagna ieri, domenica 30 marzo.
Storace, che ha sottratto una giornata alla sua impegnativa e decisiva campagna elettorale a Roma e nel Lazio, in mattinata ha rilasciato una lunga intervista in studio a Reggio Emilia organizzata dal portavoce reggiano Davide Grandini con il direttore del Gruppo Rete 7 - E’ Tv e poi ha svolto il previsto comizio in piazza del mercato nel piacentino.
La città di Carpaneto era al centro dell’attenzione politica nazionale in quanto ospitava, quasi contemporaneamente, i comizi di leader della lega e del popolo delle libertà. Qui Francesco Storace era accompagnato dal segretario organizzativo nazionale Stefano Morselli, dal portavoce regionale Paolo Casolari, dai responsabili provinciale Riccardo Palmerini e comunale Francesco Monica e dal locale segretario di FT Bruno Galazzi ed ha toccato tutti i temi più sentiti dal popolo della destra di fronte a un pubblico motivato e composto in buona parte da giovani e giovanissimi. Ha inoltre ricordato l’utilità del voto a La Destra, che andrà a sommarsi agli oppositori della sinistra non solo alla Camera (dove chi vince ha il premio di maggioranza nazionale), ma anche al Senato, dove toglierà voti alla sinistra arcobaleno.
Nel pomeriggio, protagonista è stata invece la Romagna con Castrocaro Terme dove, di fronte a una sala gremita, presenti anche il portavoce di Forlì Francesco Minutillo e il consigliere comunale Tommaso Sgarlato, il segretario ha inteso ripercorrere le motivazioni della scelta valoriale a destra, una scelta di coerenza e coraggiosa in nome della sicurezza, della dignità economica delle famiglie, dellidentità nazionale, che qualcuno tuttavia ha cercato di soffocare. “Ma la nostra storia non è in vendita per qualche posto di deputato” - ha aggiunto Storace ricordando la decisione di presentarsi da soli, con il proprio simbolo e il proprio portato di ideali e di progetti "che hanno una storia ed una tradizione e che oggi sono in grande sintonia con il sentire comune del popolo italiano".
“Tutto questo - ha concluso - conferma che abbiamo fatto bene a non entrare nel partito-contenitore e che l’unico voto utile il 13 e il 14 aprile sarà quello a La Destra. Noi non tradiamo le nostre idee, noi non tradiamo i nostri elettori. L’Italia agli italiani: è questa l’unica strada per il cambiamento”.
La giornata emiliano-romagnola si è chiusa a Dovadola dove tutto il paese, con il sindaco Carlo Adamczyk ed il nostro consigliere Filippo Alessandrini in testa, ha consegnato al segretario una richiesta d’interessamento per gli incerti destini dell’Ipab Zauli che lo stesso Storace ha raccolto con grande interesse.
Ieri a Palermo tutti hanno capito il significato degli appelli al "voto utile". Dove "utile" sembrerebbe significare, ancor più dell'"utilitaristico" che avevamo visto, "necessario". Al PdL, infatti, sarebbero "utili" molti più consensi di quelli che attualmente sembra in grado di catalizzare. Vedi nel dettaglio.
Martedì 25 Marzo alle ore 10.30 La Destra di Parma ha presentato alla cittadinanza e alla stampa locale i suoi candidati alle Elezioni Politiche 2008 per la Circoscrizione Emilia Romagna.
Senato della Repubblica
Mario Bertoli
Camera dei Deputati
Luca Gaglio, Massimo Zannoni, Priamo Bocchi, Emilio Cosentino.
Un sondaggio di SWG mostra che, in caso di pareggio alle elezioni o comunque di difficoltà per un PdL vincente di misura a formare una solida maggioranza, la maggior parte dei suoi elettori, il 41%, vorrebbe un accordo con La Destra, il 26% con l'UdC, il 17% sarebbe per l'inciucio Veltrusconiano, il 15% vorrebbe tornare a votare e l'1% non saprebbe che pesci pigliare.
Una cosa è certa: se al PdL faranno comodo i nostri deputati e senatori, se li dovrà sudare: noi abbiamo il nostro Programma e i nostri Valori a cui non siamo disposti a rinunciare, e non dimenticheremo facilmente che, per colpa delle censure di qualcuno, ci è stata preclusa la possibilità di accedere al Parlamento in coalizione, con soglie di sbarramento molto più basse delle attuali (il 2% alla Camera e il 4% al Senato), e dunque di avere molti più rappresentanti nelle due assemblee elettive.
Al momento, le condizioni per questo accordo sembrano dunque non esserci: anche oggi, in barba all'appello del Capo dello Stato a rispettare il voto di tutti ("tutti i voti, per tutti i partiti, sono utili"), l'on. Maria Ida Germontani, candidata del PdL in quota AN in Regione, ha rinnovato l'appello a votare per il PD o il PdL. Dopo le elezioni, questa arroganza figlia della crescente consapevolezza che avere emarginato La Destra sia stato - oltre che un pessimo comportamento a livello di rapporti umani - un errore strategico, dovrà lasciare il posto ad atteggiamenti del tutto diversi. Altrimenti, il rischio ingovernabilità del Paese sarà fortissimo.